Dell’ambra grigia e di altre “puzze”

Pochi sanno che i profumi più ammalianti del mondo sono tali grazie al fatto di contenere, nella loro ricetta, essenze assai maleodoranti!

È il caso dell’ambra grigia, per esempio, così come del castoreum, dello zibetto,… Tutti questi strani ingredienti hanno in comune il fatto di essere secrezioni animali usate o per marcare il territorio, o attirare l’altro sesso in funzione dell’accoppiamento. Sono dunque sostanze feromonali, che funzionano moltobene nel mondo animale, mentre nell’uomo questo aspetto non è stato mai dimostrato. Sta di fatto che il loro uso nei profumi ha un impatto davvero potente, che nessun surrogato chimico può eguagliare. Eppure trattasi sovente di puzze fenomenali! Il loro “odore” quando sono estratti puri, va dal nauseabondo tono fecale allo scostante puzzo caprino….

Prendiamo l’ambra grigia, per esempio. Voglio raccontarvi di lei perché, fra tutte le “puzze” che usiamo noi compositori di profumi, è certamente la più stravagante…. Nasce infatti nella pancia del capodoglio (si, proprio lui, il gigantesco cetaceo dei sette mari) dove una sostanza grassa provvede a circondare i becchi delle piovre e dei calamari giganti, di cui esso è ghiotto, per evitare che questi gli danneggino lo stomaco. Ogni tanto il capodoglio rigurgita questa massa grassa, che prende a galleggiare sulle acque. Se non viene dispersa dal moto ondoso, inizia a macerare grazie all’azione della salsedine e del sole e solidifica, diventando un composto solido e leggero come la pomice.

Inizialmente questa “cosa” possiede un odore decisamente ripugnante. Ma più galleggia nel mare, più questa macerazione ha il tempo di donarle proprietà profumiere strabilianti! Si pensa che le migliori ambre grigie necessitino di almeno dieci anni di galleggiamento sul mare per diventare ciò che sono: una delle più straordinarie materie prime del profumiere.

Capita ogni tanto che questi pezzi di ambra, a volte anche piuttosto piccoli, spiaggino, e vadano a costituire una piccola fortuna per chi li trova, poiché ogni grammo può valere qualche centinaia di euro.

Per estrarne la fragranza il prezioso sassolino viene messo in alcool o olio (un procedimento chiamato tintura) e anche qui, più ci sta, meglio è. Si ritiene che occorrano almeno due anni di macerazione per ottenere una grandiosa essenza di ambra grigia!

L’odore di questa tintura è difficile da descrivere e dipende dalla qualità del prodotto; il tono è comunque caldo, profondo, avvolgente, primitivo, vibrante di note animali persistenti e spesso quasi scostanti, tanto sono potenti (ed anche perché si percepisce una lieve ma inequivocabile nota fecale).

Ma ragazzi, aggiungete solo poche gocce di questa tintura di ambra grigia a un litro di profumo di vaniglia, o patchouli, a un benzoino, oppure a una composizione cipriata o anche floreale… Non crederete alle vostre narici! La fragranza, prima ordinaria o scontata o sentita e risentita, raggiungerà vette di inimitabile bellezza e straordinaria potenza evocativa. È un po’ come aggiungere il caffè al latte, l’olio all’insalata, la salsiccia al sugo, il guanciale alla carbonara…. Il profumo si innalza ora nobile e supremo, sembra assumere una vitalità propria, un’anima tutta sua, capace adesso di cogliere le intime essenze della tua personalità e proiettarle all’esterno come schegge spirituali, come nastri avvolgenti di impalpabile organza. E colui o colei che respirano questo meraviglioso connubio di te e del tuo profumo, ne rimangono intrigati e le distanze non

possono che accorciarsi.

Sapete quante ambre grigie ho incontrato ultimamente nella mia vita? Decine e decine…. Giorgio, Umberto, Marco, Caterina, Beatrice, Silvia,…. Le loro storie alla fine si somigliano un po’ tutte. Rifiuti organici sputati via dal mondo, anime inutilmente galleggianti su un mare plumbeo di liquida indifferenza, piatto torpore, vacua uniformità. Ventri molli sui quali il moto ondoso odierno dell’etica, della morale, della forma, della filosofia e della politica gioca a suo piacimento ogni sorta di partita, naturalmente al ribasso, provocando in loro innominabili violenze e ferite. Il pianto silenzioso e inconsolato di molti di loro dura anni e anni, mentre la loro vita si consuma in un monotono, ondeggiante su e giù.

Alla fine approdano su ciò che sembra davvero una ultima spiaggia. Rotolano per un po’ su un inconsueto bagnasciuga, in attesa dell’oblio. Ma proprio lì il Grande Essenziere dell’universo, il Compositore Perfetto di profumi eterni, li attende per raccoglierli, incurante della loro peso ormai quasi nullo e della puzza che emanano. Lui sa cosa fare di questi pezzi di disperata umanità. Li raccoglie con la più amabile attenzione, li ripulisce dalle alghe e da ogni granellino di sabbia con infinita pazienza e delicatezza, asciuga le loro lacrime salate, scrosta la salsedine e li immerge nel balsamo salvifico del suo incommensurabile amore, usando come contenitore un ampolla di fine cristallo…

E così, dando tempo al tempo e amore all’amore, questi sputi umani sono ora stille inebrianti di preziosa, rinata umanità, nuvole trasparenti di rara bellezza, richiamo irresistibile per le anime sfigurate e disperanti.

Grazie, o Grande Essenziere dell’Universo!

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