Idee per organizzare una redazione web parrocchiale

Una comunità cristiana, quando vive la comunione fraterna e mette in condivisione le proprie risorse, mostra un lato di sé davvero bello e costruttivo. In questo panorama immagino il ruolo  proprio del sito web: il centro digitale della condivisione e della comunicazione parrocchiale.

Come far funzionare al meglio questo potente strumento, collegato ai social e all’app, capace di raggiungere migliaia di persone ogni settimana già in una piccola comunità? Individuiamo due scenari esemplificativi.

 

Primo scenario: il parroco o un suo vice, redattori

La comunità fa capo ad un sacerdote, colui che porta Cristo tra la gente. Il parroco, o un suo strettissimo collaboratore, si occupano di raccontare sul sito quel che accade nella comunità, a partire dalle assemblee, gli incontri, la catechesi… Non mancherà la locandina dell’evento, in jpeg (e pdf, per il download), facilmente consultabile e condivisibile dagli utenti nei propri canali personali (email, Facebook, WhatsApp…)

Riceve poi feedback e di nuovo condivide sul web, scrivendo impressioni personali e aggiungendo magari qualche pensiero di parrocchiani, foto (con autorizzazione!) e magari un bel video che racconti i volti dei partecipanti.

Il parroco potrà inoltre scrivere vere e proprie “mini lectio” sul Vangelo della settimana, spezzando con i propri parrocchiani la Parola, oppure raccontare qualche dettaglio pastorale significativo (mi vengono in mente parrocchie molto creative che inventano linguaggi sempre nuovi per raccontare le varie fasi dell’anno pastorale e liturgico).

Un sito così diventa ricco di contenuti e almeno una o due volte a settimana sarà utile strumento per tutti, raccontando quel che succede, valorizzando quel che si è fatto, creando un vero e proprio “libro digitale” della parrocchia, da consultare e riconsultare per rafforzare la comunione fraterna e la conoscenza del mistero di Cristo.

Secondo scenario: gruppo redazionale

Il parroco potrebbe voler delegare ad uno o più laici (meglio un gruppetto di almeno 2-3 persone) il lavoro di redazione, occasione per coinvolgere magari giovani accompagnati da giovani-adulti.  Oppure qualche talento un po’ poi avanti con l’età. Le esigenze possono essere diverse: mancanza di tempo, non conoscenza del mezzo, oppure vero e proprio desiderio pastorale…

Il gruppo di lavoro potrebbe iniziare comunicando gli appuntamenti, con data, luogo, foto, locandina e magari qualche riga descrittiva. Potrebbe farsi inoltre carico di ricevere dalle varie realtà del territorio richieste da pubblicare (es. Caritas cerca pacchi di pasta, i catechisti hanno bisogno di aiuto per organizzare una scenetta teatrale, il coro “apre le porte” a nuovi cantanti…)

Nel tempo la redazione potrebbe crescere nella consapevolezza di sé e desiderare raccontare con gallerie fotografiche e video (sempre autorizzati dagli interessati) una bella uscita parrocchiale,  un’attività di oratorio, una festa avvenuta nei locali comunitari… Le occasioni sono tante. La redazione può anche cercare testimonianze pastorali o personali da proporre al parroco e  condividere sul sito, per la ricchezza di tutta la comunità.

Le occasioni anche qui sono tante… e se poi troviamo qualcuno bravo a scrivere, ma il parroco o il “caporedattore” vogliono supervisionare il lavoro prima della pubblicazione, è possibile dare all’utente un account di scrittura un po’ più limitato, che invia alla revisione l’articolo scritto (es. l’account di tipo “Operatore”, sul Sito della Comunità che propone Pane Fresco).

In questa piccola panoramica ho voluto esemplificare alcuni esempi di “modus operandi”. Non affermerei “meglio il primo o il secondo scenario”, perché ogni realtà ha le sue esigenze. Dal mio punto di vista vedo bene un mix tra i due, dove il parroco opera come “pastore digitale” e la redazione si impegna a cercare quei frammenti di bellezza spirituale e pastorale di cui ogni parrocchia è ricca, a vantaggio della comunità stessa e di tutti coloro che, anche da fuori, si imbatteranno nel sito. E scopriranno così quanto sono vere le parole di Gesù: “Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri” (Gv 13,35)

Buona condivisione!

Emanuele Renzi
ideatore Pane Fresco

SCARICA L'APP DI RIFERIMENTO, REALIZZATA PER LE PARROCCHIE DI MONDOLFO E PONTERIO
google-play1
Apple-Store

Sei interessato ai nostri articoli? Iscriviti alla newsletter!

0 Comments

Leave a reply

Pane Fresco è un progetto Il villaggio di Emmaus, azienda impegnata nell’evangelizzazione nei media e nel sociale, situata nella Diocesi di Senigallia.

Privacy Policy | Termini di Servizio | Sostienici | Copyright 2018 © Il villaggio di Emmaus - P.IVA 02388200418

Condividi!

Fai conoscere il progetto Pane Fresco ai tuoi amici!

Log in with your credentials

Forgot your details?