Pillole di SEO… e SEI SU GOOGLE

Cos’è la SEO?
Ne parliamo in pillole, piccoli spunti di riflessione e pratiche vie per un uso parrocchiale.

La SEO è l’acronimo inglese di Search Engine Optimization, cioè tutte quelle attività che ottimizzano il sito web per essere organicamente presente nei motori di ricerca, nelle prime posizioni e in base ad una ricerca specifica.

Ok, ti sei già arreso e vuoi chiudere questo post. Troppo tecnico, per gli addetti ai lavori. E ti capisco.
Pensala però da un’altra prospettiva.

Cos’è un motore di ricerca?
È un bibliotecario che archivia con ordine tutte le pubblicazioni della sua libreria secondo criteri logici (materie, ordine alfabetico…) grazia ai quali sa ritrovare velocemente quel che serve, quando gli viene chiesto da un lettore.
Ecco, Google e Bing, per fare alcuni esempi, sono dei bibliotecari e hanno bisogno di criteri logici per ordinare tutto il materiale presente nello sterminato spazio del web.
Questi criteri possiamo dettarli con una buona pratica di SEO.
Più semplice, ora?

In questo contesto presento alcuni punti da tenere a mente quando si scrivono contenuti per il web. Ribadisco che non sono di certo esaustivi, ma utili per la vita di tutti i giorni in un contesto ecclesiale.

1.Il sito web dev’essere responsive, adatto ai dispositivi mobili

Qui puoi stare tranquillo, ci pensa il tecnico del tuo sito a renderlo tale. Era un punto importante che volevo però ribadire, perché un sito che si consulta solo da computer è oramai più che da evitare. Te ne rendi conto da solo che la maggior parte del traffico web avviene da smartphone!

2. Pubblica spesso articoli lunghi

Certo non è facile pubblicare spesso e tantomeno pubblicare articoli di una certa lunghezza. Però Google se ne accorge: se vuoi che il tuo sito sia visibile, il motore di ricerca deve “credere in te”, reputarti autorevole. E lo fa “leggendo” i tuoi articoli, anche valutando la giusta quantità di parole per una minima argomentazione: almeno 300.

3.Troppe parole chiave rendono l’articolo “ingordo”.
Di cosa parla il tuo contenuto? Prova a descriverlo con una sola parola chiave, pensando a come potresti fare tu la ricerca sul web. Alcuni fanno l’errore di essere generici, ma sai quanti articoli generici ci sono in Internet? Decisamente troppi perché Google si accorga del tuo! Se ad esempio scriverai dello Spirito Santo, sii specifico e cerca di entrare in profondità. Un esempio può essere: “Spirito Santo dolce presenza”, molto meglio del solo “Spirito Santo”. Cerca consigli con questo strumento: https://yoast.com/suggest/

4.Fatti aiutare dagli strumenti giusti
Un ottimo strumento è il plugin “Yoast SEO”, per WordPress. È semplice e divertente, ti aiuterà nella stesura del tuo articolo con simpatiche faccine “semaforiche” e consigli specifici (es. frasi troppo lunghe, difficili…)

Come ti dicevo questi sono solo alcuni dei consigli da tenere in considerazione.
Scrivi comunque con naturalezza, senza preoccuparti troppo dei tecnicismi, in quanto Google premia sempre più la qualità.

E noi lo sappiamo bene: la nostra missione è quella di essere portavoce del Signore Risorto. Solo con questa consapevolezza possiamo annunciare ed essere certi che la nostra opera sia opera della Grazia, capace di arrivare esattamente là dove lei stessa vuole.

Buona evangelizzazione!

Emanuele Renzi

Pane Fresco è un progetto Il villaggio di Emmaus, azienda impegnata nell’evangelizzazione nei media e nel sociale, situata nella Diocesi di Senigallia.

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