Pastorale Digitale 2.0 (Libro)

 14,90 IVA inclusa

Il libro gode della postfazione del Vescovo diocesano, Mons. Gerardo Antonazzo. Il titolo e l’immagine di copertina rappresentano bene la ricca rete di simboli informatici, la velocità delle connessioni e, cosa più importante, pone al centro Cristo Re, come in un ostensorio stilizzato color oro: presenza centrale e Grazia dal quale tutto prende vita.

Autore | Riccardo Petricca
Pagine | 211
Anno | 2015
Editore | Gruppo Albatros Il Filo

7 disponibili

Descrizione

Quando un testo si lascia leggere tutto d’un fiato è perché ti coinvolge, ti incalza e ti provoca a sfogliare di continuo pagine da divorare. Significa che le parole sono quasi trasfigurate dalla passione del cuore, superano le attese e le previsioni dello stesso lettore, dilatano i confini delle sue esplorazioni. La lettura, ininterrotta, si lascia sublimare in una forma di “compagnia” gradevole e confidenziale che facilmente si stabilisce con l’autore del testo. Parlo di Riccardo Petricca, che ringrazio con particolare debito di riconoscenza.

Il titolo dello scritto potrebbe far pensare ad una ripetuta e stucchevole presentazione delle tante piattaforme comunicative, i cosiddetti “social network”. Nulla di tutto ciò. Il contenuto non tratta neppure di un’indagine sul tema della comunicazione, con i suoi relativi processi pervasivi e dinamiche non di rado dirompenti. Tutt’altro.

L’ignaro lettore si imbatte sin dai primi racconti in una storia di vita, quella dell’autore, tramite alcuni significativi quadri e scorci rappresentativi di luoghi, persone ed esperienze vissute in prima persona. L’autore sa coniugare abilmente, con un pizzico di saggia scaltrezza, l’autobiografia quale facile “esca” per attirare il lettore nella rete della comunicazione empatica. Riccardo parte dal “raccontarsi”, ripercorrendo tratti salienti delle sue esperienze di vita: da quelle più “profane” a quelle propriamente “spirituali”, tutte significative ed espressive di un processo di crescita continuo e progressivo, imprevedibile per lui stesso, ma non per questo casuale. Ci aiuta così a scoprire una forma di comunicazione quasi confidenziale, sentita e partecipata. 

(…)

La vocazione della “pastorale digitale”: favorire una forma di autobiografia di una Chiesa particolare, quella di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo, che si racconta e si lascia educare dalla sua storia raccontata, riflettuta e condivisa. Resta allora valido l’assioma che abbiamo assunto sin dall’inizio di questa stupenda avventura digitale: la pastorale digitale deve “integrare” e non “aggregare”, deve saper “mettere in comunione”, e non solo “in rete”. Come Chiesa non immettiamo informazioni in rete per dare semplice “notizia” delle attività della diocesi. Desideriamo, piuttosto tenacemente, “mettere in comunione” la vivacità poliedrica di una Chiesa che si riconosce nelle storie di vita di tutti i volti e i nomi di persone e di comunità che condividono la fede in Gesù Cristo, incarnata nel tessuto culturale e sociale del nostro territorio. Il cammino di ciascuno diventa la crescita di tutti! La Chiesa è comunione perché vive la storia di una grande famiglia. Con la pastorale digitale vogliamo che questa fraternità sia concretamente costruita e vissuta attraverso il “racconto”, diventi sinfonia di anime che si incontrano, volti che si incrociano nel segno della fraternità spirituale, membra attive che si abbracciano per la composizione di un corpo ben articolato, pietre vive cementate dall’amore per un grande e stupendo edificio spirituale.

Dalla  postfazione di Mons. Gerardo Antonazzo

Vescovo di Sora Cassino Aquino Pontecorvo

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